Interpretare il linguaggio di tuo figlio appena nato? Sì, fallo grazie a questo metodo

Il metodo si chiama “easy” e mai nome è stato più azzeccato!

È un metodo semplice che consiste nel creare una routine di eventi da ripetersi sempre nello stesso ordine durante la giornata.

Perché non dorme Sereno?

I disturbi del sonno a volte sono inevitabili. Anche bambini che di solito dormono bene possono attraversare questi periodi di irrequietezza. Questo accade di sovente in caso si manifestino le seguenti cause:

  • Quando si introducono cibi solidi e hanno aria.
  • Quando cominciano a muoversi nell’ambiente circostante e si mettono in posizioni da cui non riescono più ad uscire. A volte si svegliano confusi perché non capiscono in che posizione sono.
  • Quando attraversano un balzo di crescita possono svegliarsi affamati. Potrebbe durare un paio di giorni e cessare non appena aumentato la dose diurna di latte.
  • Quando mettono i denti e le gengive rosse ed infiammate le dolgono.
  • Quando hanno il pannolino sporco.
  • Hanno dormito troppo di giorno.
  • Hanno perso il ciuccio o fatto brutti sogni

In ogni caso evitate di accorrere ad ogni piccolo rumore. Il più delle volte hanno semplicemente un sonno irregolare. Quando andate a controllare adottate un atteggiamento calmo e amorevole, prendetevi cura dell’eventuale problema e proponetegli il ciuccio, per qualsiasi ragione evitate di essere troppo giocosi o amichevoli.

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Come abituarlo alla culla in 3 giorni!

Mamme ora il momento tanto atteso, la risposta alla domanda più importante. Io la risposta l’ho trovata in questo libro:

Il linguaggio segreto dei neonati”di Trancy Hogg.

Personalmente adoro tutti i suoi libri. Li potrete trovare tutti a questo link.

Per me questo libro è stata la salvezza. Nei momenti iniziali avere delle risposte concrete è fondamentale e io le ho trovate più in questo libro che in tante persone. Potrete trovare vari sistemi pratici, come capire i bisogni del piccolo, come capire la sua personalità, come creare una routine con flessibilità e possibilità di adattamento al temperamento del bambino, e nel limite del possibile alle esigenze della famiglia.

Quindi è bene dire che ciò che scriverò è un estratto del libro che consiglio a tutte le neomamme, vi assicuro che non ci sono soldi spesi meglio.

Per chi ha deciso di non optare per il metodo Sears cioè quello del “co-sleeping” che permette ai bambini di dormire nel lettone con i genitori ci sarà un grande scoglio da superare e cioè la riluttanza dei bambini alla culla. Ovviamente loro preferiscono il calore di un avvolgente abbraccio della mamma che una fredda e inanimata culla.

Prima di acquistare questo libro avevo provato il metodo Ferberizing cioè quello della “risposta ritardata”, mi avevano riferito che faceva i miracoli ma non teneva conto ne’ della personalità dei bambini ne’ tanto meno della resistenza dei genitori.

Il metodo suggerisce di fare piangere il bambino per periodi sempre più lunghi  5 -10 -15 minuti e così via, fino a che il piccolo non capirà che non verrà data una risposta e quindi si dovrà auto calmare.

Per me è stato impossibile, ho provato e sono arrivata anche a 30 minuti di seguito ma poi ho rinunciato per due ragioni, la prima è che fino a quel momento non avevo ottenuto risultati concreti per la soluzione del problema. La seconda perché non potevo credere che un metodo così insensibile nei confronti dei bisogni del bambino fosse la soluzione giusta per noi. Urgeva una soluzione alternativa dal momento che ero arrivata al punto che non potevo lasciarla neanche per andare in bagno, aveva una sorta di antifurto incorporato, come cercavo di posarla nella culla, suonava!!!!!!!

Allora ho comprato questo libro in cui ho trovato il metodo di Tracy Hogg del “sonno ragionevole” è lontano da qualsiasi estremo e soprattutto rispetta i bisogni di tutti, bambino e genitori. Non solo ha funzionato ma mi ha letteralmente cambiato le mie giornate.

I principi del sonno ragionevole sono i seguenti:

  • Non rendete il bambino dipendente da aiuti esterni, come oggetti o comportamenti senza il quale i bambini si trovano in difficoltà. Va da se che se li abituerete ad addormentarli cullandoli o facendogli fare passeggiate per il corridoio, quando arriverà a 7 Kg o la stagione estiva sarà un problema, perché comunque quella è diventata la su routine per addormentarsi. Inoltre quando si svegliano si sentono disorientati e spaventati, e finiscono per non sentirsi a proprio agio e sicuri nel lettino.
  • Imparate a capire come si addormenta. I bambini attraversano 3 fasi che durano in totale circa 20 minuti. Fase1: l’attimo momento in cui attraverso segnali vi farà capire che è stanco. Fase2: la zona. Il bambino assume uno sguardo fisso, come se fosse imbambolato per 3-4 minuti. Fase3: lasciarsi andare. In questa fase sembra addormentarsi ma di colpo riapre gli occhi. Questa fase può ripetersi per 3 volte. Purtroppo se una di queste fasi viene interrotta da un rumore forte o altro motivi sarà probabile dover ricominciare tutto da capo. Inoltre niente funziona per tutti, quindi vi consiglio di tenere diario o almeno tenere presente i ritmi e i segni che il bambino vi da quando ha sonno. Oltre ad evitare che questo arrivi troppo stanco alla nanna, riuscirete anche ad organizzarvi la giornata di conseguenza.
  • Imparate a cogliere i segnali. Se possibile intervenite al primo sbadiglio e non oltre il terzo se volete evitare una crisi da stanchezza. I segnali da osservare oltre gli sbadigli sono: allontanarsi dagli oggetti, si mettono le mani davanti agli occhi, perdono la coordinazione e fanno movimenti involontari come muovere braccia e gambe. Inizialmente non conoscerete ancora il vostro bimbo ne tanto meno il suo linguaggio corporeo, pertanto è ragionevole che facciate fatica a cogliere in tempo i segnali, purtroppo però se un bambino è iperstimolato o molto stanco potrebbe essere particolarmente difficile calmarlo. Ci vogliono una pazienza e determinazione enormi, specialmente se hanno già qualche vizio, quindi non cedete e tenete duro senza tornare alle vecchie abitudini.
  • Potrebbe allora essere utile ricreare l’ambiente uterino attraverso i 5 sensi:

Metodo Winnicot

  1. AVVOLGETELO 
    Quando sono troppo stanchi è necessario immobilizzarli perchè vedere i propri arti li spaventa, pensano che qualcuno gli stia facendo qualcosa e allo stesso tempo stimola ancora di più i loro sensi.
  2. RASSICURATELO
    Fategli sapere che siete lì per aiutarlo: battetegli con delicatezza sulla schiena a u ritmo fisso e regolare come quello del cuore e aggiungete un suono tipo sh….sh…sh…. che simula il rumore del ventre materno. In commercio esiste un attrezzo che riproduce tale suono, si chiama babyshusher e lo puoi trovare qui. In alternativa sono utlili anche le app sul cellulare che riproducono diversi rumori cosiddetti bianchi.
  3. ELIMINATE GLI STIMOLI VISIVI
    Luci, oggetti in movimento, aggrediscono un bambino stanco pertanto sarebbe ideale portarlo in una stanza oscurata che riproduca il semibuio dell’utero.
  4. METTEGLIA A CONTATTO L’ODORE MATERNO
    Attualmente viene fatta un sacco di pubblicità ai cosiddetti dodoo o a pupazzi da dare al bimbo dopo averli impregnati del proprio odore m nel contempo le indicazioni dicono che sarebbe meglio evitare di mettere oggetti nella culla per il pericolo di soffocamento, quindi che fare? Io vi consiglio di “vestire” il materassino della culla con una vostra maglietta di cotone bianco, in modo che non si possa togliere o spostare e che al contempo emani il vostro odore per tranquillizzare il cucciolo.
  5. SUZIONE
    Per eccellenza la suzione dona al bimbo il sapore della mamma attraverso il latte, ma è la suzione che ha un fortissimo potere calmante quindi potrete utilizzare un ciuccio per fargli scaricare le energie in eccesso e inseguito sarà lui stesso a lasciarlo. E’ molto importante insistere con il ciuccio quando è stanco e piange così verrà rimarcato che la che tetta deve essere data come nutrizione

Per ultimo il punto cardine del libro di Tracy Hogg.

Sistemate il bambino nella culla prima che si addormenti. Alcuni dopo un po’ di agitazione si tranquillizzano da soli, altri invece avranno bisogno di qualche aiutino in più, una canzoncina, qualche carezza o colpetto dolce dietro la schiena.

L’importante è smettere non appena si è calmato in modo che non associ questo gesto al momento della nanna. Se piange di nuovo, riprendetelo, ma quando si sarà tranquillizzato rimettetelo giù. E così via.

Concretamente gli state dicendo: “Va tutto bene io se hai bisogno sono qui” quindi niente pianti traumatici per il piccolo ma molta stanchezza per il genitore.

Vi preparo dicendovi che può darsi che dobbiate ripetere questa operazione un’infinità di volte ma nel giro di 3 giorni, sarete costanti, risolverete il problema. Se iniziate quando il bimbo è molto piccolo è più semplice perché dorme praticamente tutto il giorno quindi se iniziate il mattino ci sono molte probabilità che riusciate a dormire decentemente.

A me è capitato così, dopo una giornata infernale, dopo aver pensato di mollare un sacco di volte e aver resistito, mi sono guadagnata la prima di una lunga serie di notti serene senza zainetto. Ho diverse amiche che per diverse ragioni a loro tempo non hanno utilizzato questo metodo e si sono ritrovate con mille dolori perché devono tenere perennemente in braccio un bimbo ormai grande, quindi non rimandate più del necessario.

Aspettatevi qualche regressione, poiché le vecchie abitudini sono dure a morire, è necessario seguire il piano con costanza.

Inizialmente i genitori possono incappare in quella che viene definita “educazione involontaria”.

La chiave per modificare le conseguenze, quindi è fare qualcosa di diverso introducendo un nuovo comportamento in modo di consentire al vecchio di sparire lentamente.

Se il vostro piccolo ha meno di 3 mesi, di solito bastano 3 giorni o anche meno; ma se è più grande dovrete procedere un passo alla volta, quindi osservate e ideate una strategia, affrontate ogni complicazione lentamente e una alla volta. Ogni step dura circa tre giorni se sarete costanti.

Come associare la Nanna ad un fatto positivo?

Iniziamo con il dire che per i bambini il momento della nanna è vissuto come separazione quindi per portarsi avanti l’ideale sarebbe agire per cambiare questo sentimento sin dai primissimi giorni.

Potrebbe essere utile tenere a mente questi fattori:

  • Non è vero che un bambino stanco, che non ha dormito di giorno, dorme di più la notte. Anzi è più vero il contrario, un bambino che arriva alla sera troppo stanco farà più difficoltà ad addormentarsi e sarà quasi sicuramente più irritabile. Io comincio a metterla a letto verso le 21, sempre che i segnali non mi dicano che ha sonno prima, e puntualmente massimo 10 minuti dopo dorme. Quando capita non accorgermene o nel caso sia in giro una volta che perdo l’attimo è un dramma farla addormentare.
  • E’ importante sottolineare che per il bimbo la giornata dura 24 ore e non conosce differenza fra notte e giorno, perciò il concetto dormire tutta la notte è qualcosa che volete voi da lui, non è un fatto naturale ma dovrete essere voi a insegnarglielo. Durante il giorno non fatelo dormire per più di 3 ore di seguito e ponetelo in una stanza semi oscurata ma non totalmente buia. Di notte quando lo cambiate o lo allattate fatelo con le luci soffuse e non prestategli troppe attenzioni per evitare di mettergli in testa idee strane. Che un bambino non dorma tutta la notte ( dopo i 3 mesi) o che fatichi ad addormentarsi da solo, il problema è sempre quello di abituarlo al proprio lettino prima e di insegnargli come addormentarsi senza il vostro aiuto poi.
  • Non temete i pisolini diurni. Se dorme è perché ne ha bisogno quindi non occorre disturbarlo. Se il vostro bimbo è un dormiglione e il sonno si protrae oltre le due ore allora sarà bene svegliarlo, ma non direttamente, sarà sufficiente illuminare la stanza o fare rumore.

Considerate che secondo la National Sleep Foundation, le quantità di sonno corretto sono le seguenti:

0-3 mesi: 14 -17 ore (non meno di 11 e non più di 19)

4-11 mesi: 12-15 ore (non meno di 10 e non più di 18)

1-2 anni: 11-14 ore (non meno di 9 e non più di 16)

3-5 anni: 10-13 ore (non meno di 8 e non più di 14)

Tenete presente che i bambini alternano momenti di sonno attivo (REM) ad altri di sonno profondo. Questi cicli di sonno, si ripetono durante la giornata ed hanno una durata di circa 50 minuti ciascuno, intervallati da un sonno detto “di transizione”.

Se vi capita di vedere il vostro piccolo che sorride o respira in modo irregolare mentre dorme, allora è nella fase di sonno attivo! La mi piccolina per esempio di giorno ora fa dei pisolini durante la giornata che durano esattamente 50 minuti, si regola da sola.

  • Quando avrete imparato a conoscerlo sarà più semplice ma inizialmente quando è ancora molto piccolo prestate attenzione ai segnali e cercate di batterlo sul tempo: quando è stanco inarca la schiena, si afferra le orecchie, le guance o si graffia la faccia che gira da una parte all’altra, in braccio cerca di girarsi scalcia in modo scoordinato.
  • I neonati non sanno cosa gli capiterà, non conoscono nulla e per loro la routine è un fattore confortante, pertanto cercate di dare al bambino, sia di giorno che di notte, una regolarità quotidiana, seppur mantenendo la flessibilità necessaria e ricordatevi di essere coerenti. Se stabilite un luogo e un orario fate in modo che rimangano quelli.
  • Adottate un rituale della buona notte che lo rilassi: questo elemento diventerà fondamentale quando non si addormenteranno più istantaneamente dopo la poppata allora potrete fargli un bagnetto, un massaggio, qualche canzoncina, e perché no anche una poppata pre-nanna.
  • Tutti i bimbi si svegliano di notte almeno una volta. Verificato che non ci sia una corrispondenza con il cibo o il latte (fame, digestione…), questa volta andate contro al vostro istinto e non accorrete al primo suono che vostro figlio emette, spesso sono solo brutti sogni o la necessità di cambiare posizione. Quando andate a controllare adottate un atteggiamento calmo e proponetegli il ciuccio, senza prestargli particolari attenzioni e incorrere nel rischio che un risveglio momentaneo si trasformi in una notte in bianco.

Meglio Culla o Lettone?

MEGLIO CULLA O LETTONE?

Finalmente vi svelerò qual è la cosa giusta da fare a riguardo!

Vi sarete già scontrate con sostenitori delle diverse tesi e se state cercando una risposta vi sarete imbattuti sia in articoli che dimostrano che il “sonno condiviso” agevoli il legame genitori e figli e in altri che affermano che aumenta il rischio di SIDS e disturbi del sonno, quindi qual è la risposta alla domanda iniziale?

La risposta è che non c’è una cosa giusta o una sbagliata in assoluto, ma il metodo che dovete scegliere è quello che semplicemente vi fa stare più tranquilli! Potrete cercare per ore di capire cosa è meglio fare ma questa sarà solo la prima delle tante domande che vi farà riflettere non solo sull’importanza dei bisogni dei neonati ma anche su quelli dei neogenitori.

La risposta corretta sarete voi stessi a darvela in base alle vostre esigenze, l’importante è che sia una decisione condivisa dalla coppia per non rischiare di destabilizzare un rapporto che è già in fase si riassestamento dovuto al nuovo arrivo.

Tutti hanno un’opinione sul modo migliore per addormentare un bambino.

Ricordate che Ogni bambino è diverso ed ha esigenze differenti chi ha più bisogno di contatto (specialmente i prematuri) chi sta poco bene, chi rigurgita sovente o chi proprio nel lettino non ci vuole stare, sta a voi comprenderlo e trovare il giusto percorso che concilia sia i suoi che i vostri bisogni.

E’ facile dire e pensare soprattutto prima di partorire “mio figlio assolutamente mai nel lettone” ma andiamo a valutare bene la situazione…i primi giorni dopo la nascita tutto o quasi perde valore e la priorità assoluta diventa una: dormire!!!!

Chi, come la sottoscritta, pensa di essere una super donna si ricrederà amaramente, tutte andiamo incontro a questo problema e diciamola tutta: per chi allatta al seno è una vera comodità, continuare a dormire invece di alzarsi, cambiare stanza e stare sveglie, è una condizione che inizialmente risponde al bisogno primario delle mamme e sicuramente è una scelta molto allettante meno scontato è per chi allatta con il biberon che deve comunque svegliarsi per andare a fare il latte.

Io non sono qua a giudicare anzi sono proprio qua per condividere queste necessità che quasi sembrano passare in secondo piano rispetto alle esigenze del bambino ma in realtà il sonno è davvero fondamentale per avere un buon equilibrio psicofisico che vi permetterà di essere più calme e razionali per tutto il resto della giornata.

Valutate però bene i pro i contro, quelli che sono vantaggi potrebbero trasformarsi in lotte vere e proprie, accogliere il bebè nel proprio letto significa abituarlo ad addormentarsi sempre e solo accanto a voi. Potreste scontrarvi con una condivisione totale degli spazi, e difficilmente questa privacy non vi verrà a mancare, la vita dei bambini e quella degli adulti dovrebbero comunque avere spazi e momenti fra loro ben distinti. Inoltre vi assicuro che l’idillio dopo un paio di mesi finisce e mamma e papà preoccupati di schiacciare il bambino dormendo, perdono il sonno e decidono di spostarlo, ma a quel punto potrebbe non essere più così semplice, quindi sarebbe meglio tenere lo stesso comportamento dal principio, e ricordate che autonomia non significa abbandono!

In base a quanto molte mamme mi hanno riferito, vi consiglio di spostare il bimbo in culla non appena i ritmi delle poppate si stabilizzeranno e i risvegli si diraderanno, poiché andando avanti avrete sempre più l’esigenza di intimità ma di contro lo spostamento sarà sempre più complesso e richiederà più tempo e pazienza.

A volte, sono proprio mamma e papà i primi a non esserlo e nascondono i loro timori dietro la necessità di infondere sicurezza ai bambini.

Per chi invece ritiene che la presenza del bambino nel lettone, non sia un “vizio” ma più un modo per infondere serenità e sicurezza, può mantenere la propria opinione, progressivamente, però, questa abitudine andrà abbandonata e, dai tre anni in poi, il bambino dovrà dormire da solo. Ricordiamoci che di per se, per i bambini il momento della nanna è come un momento di separazione e addormentarlo nel lettone, per poi spostarlo nel lettino, può essere destabilizzante.

Solitamente non le consiglio poiché credo siano una spesa inutile se già in possesso di una navicella, ma in questo caso potrebbero essere un giusto compromesso le nuove culle side-bed, che permettono il contatto visivo, dando la possibilità di essere agganciate al letto, e agevolando così l’allattamento notturno ma nel contempo non lo espongono ai rischi del co-sleeping e risulta più facile il distacco in seguito.