Mamme ora il momento tanto atteso, la risposta alla domanda più importante. Io la risposta l’ho trovata in questo libro:

Il linguaggio segreto dei neonati”di Trancy Hogg.

Personalmente adoro tutti i suoi libri. Li potrete trovare tutti a questo link.

Per me questo libro è stata la salvezza. Nei momenti iniziali avere delle risposte concrete è fondamentale e io le ho trovate più in questo libro che in tante persone. Potrete trovare vari sistemi pratici, come capire i bisogni del piccolo, come capire la sua personalità, come creare una routine con flessibilità e possibilità di adattamento al temperamento del bambino, e nel limite del possibile alle esigenze della famiglia.

Quindi è bene dire che ciò che scriverò è un estratto del libro che consiglio a tutte le neomamme, vi assicuro che non ci sono soldi spesi meglio.

Per chi ha deciso di non optare per il metodo Sears cioè quello del “co-sleeping” che permette ai bambini di dormire nel lettone con i genitori ci sarà un grande scoglio da superare e cioè la riluttanza dei bambini alla culla. Ovviamente loro preferiscono il calore di un avvolgente abbraccio della mamma che una fredda e inanimata culla.

Prima di acquistare questo libro avevo provato il metodo Ferberizing cioè quello della “risposta ritardata”, mi avevano riferito che faceva i miracoli ma non teneva conto ne’ della personalità dei bambini ne’ tanto meno della resistenza dei genitori.

Il metodo suggerisce di fare piangere il bambino per periodi sempre più lunghi  5 -10 -15 minuti e così via, fino a che il piccolo non capirà che non verrà data una risposta e quindi si dovrà auto calmare.

Per me è stato impossibile, ho provato e sono arrivata anche a 30 minuti di seguito ma poi ho rinunciato per due ragioni, la prima è che fino a quel momento non avevo ottenuto risultati concreti per la soluzione del problema. La seconda perché non potevo credere che un metodo così insensibile nei confronti dei bisogni del bambino fosse la soluzione giusta per noi. Urgeva una soluzione alternativa dal momento che ero arrivata al punto che non potevo lasciarla neanche per andare in bagno, aveva una sorta di antifurto incorporato, come cercavo di posarla nella culla, suonava!!!!!!!

Allora ho comprato questo libro in cui ho trovato il metodo di Tracy Hogg del “sonno ragionevole” è lontano da qualsiasi estremo e soprattutto rispetta i bisogni di tutti, bambino e genitori. Non solo ha funzionato ma mi ha letteralmente cambiato le mie giornate.

I principi del sonno ragionevole sono i seguenti:

  • Non rendete il bambino dipendente da aiuti esterni, come oggetti o comportamenti senza il quale i bambini si trovano in difficoltà. Va da se che se li abituerete ad addormentarli cullandoli o facendogli fare passeggiate per il corridoio, quando arriverà a 7 Kg o la stagione estiva sarà un problema, perché comunque quella è diventata la su routine per addormentarsi. Inoltre quando si svegliano si sentono disorientati e spaventati, e finiscono per non sentirsi a proprio agio e sicuri nel lettino.
  • Imparate a capire come si addormenta. I bambini attraversano 3 fasi che durano in totale circa 20 minuti. Fase1: l’attimo momento in cui attraverso segnali vi farà capire che è stanco. Fase2: la zona. Il bambino assume uno sguardo fisso, come se fosse imbambolato per 3-4 minuti. Fase3: lasciarsi andare. In questa fase sembra addormentarsi ma di colpo riapre gli occhi. Questa fase può ripetersi per 3 volte. Purtroppo se una di queste fasi viene interrotta da un rumore forte o altro motivi sarà probabile dover ricominciare tutto da capo. Inoltre niente funziona per tutti, quindi vi consiglio di tenere diario o almeno tenere presente i ritmi e i segni che il bambino vi da quando ha sonno. Oltre ad evitare che questo arrivi troppo stanco alla nanna, riuscirete anche ad organizzarvi la giornata di conseguenza.
  • Imparate a cogliere i segnali. Se possibile intervenite al primo sbadiglio e non oltre il terzo se volete evitare una crisi da stanchezza. I segnali da osservare oltre gli sbadigli sono: allontanarsi dagli oggetti, si mettono le mani davanti agli occhi, perdono la coordinazione e fanno movimenti involontari come muovere braccia e gambe. Inizialmente non conoscerete ancora il vostro bimbo ne tanto meno il suo linguaggio corporeo, pertanto è ragionevole che facciate fatica a cogliere in tempo i segnali, purtroppo però se un bambino è iperstimolato o molto stanco potrebbe essere particolarmente difficile calmarlo. Ci vogliono una pazienza e determinazione enormi, specialmente se hanno già qualche vizio, quindi non cedete e tenete duro senza tornare alle vecchie abitudini.
  • Potrebbe allora essere utile ricreare l’ambiente uterino attraverso i 5 sensi:

Metodo Winnicot

  1. AVVOLGETELO 
    Quando sono troppo stanchi è necessario immobilizzarli perchè vedere i propri arti li spaventa, pensano che qualcuno gli stia facendo qualcosa e allo stesso tempo stimola ancora di più i loro sensi.
  2. RASSICURATELO
    Fategli sapere che siete lì per aiutarlo: battetegli con delicatezza sulla schiena a u ritmo fisso e regolare come quello del cuore e aggiungete un suono tipo sh….sh…sh…. che simula il rumore del ventre materno. In commercio esiste un attrezzo che riproduce tale suono, si chiama babyshusher e lo puoi trovare qui. In alternativa sono utlili anche le app sul cellulare che riproducono diversi rumori cosiddetti bianchi.
  3. ELIMINATE GLI STIMOLI VISIVI
    Luci, oggetti in movimento, aggrediscono un bambino stanco pertanto sarebbe ideale portarlo in una stanza oscurata che riproduca il semibuio dell’utero.
  4. METTEGLIA A CONTATTO L’ODORE MATERNO
    Attualmente viene fatta un sacco di pubblicità ai cosiddetti dodoo o a pupazzi da dare al bimbo dopo averli impregnati del proprio odore m nel contempo le indicazioni dicono che sarebbe meglio evitare di mettere oggetti nella culla per il pericolo di soffocamento, quindi che fare? Io vi consiglio di “vestire” il materassino della culla con una vostra maglietta di cotone bianco, in modo che non si possa togliere o spostare e che al contempo emani il vostro odore per tranquillizzare il cucciolo.
  5. SUZIONE
    Per eccellenza la suzione dona al bimbo il sapore della mamma attraverso il latte, ma è la suzione che ha un fortissimo potere calmante quindi potrete utilizzare un ciuccio per fargli scaricare le energie in eccesso e inseguito sarà lui stesso a lasciarlo. E’ molto importante insistere con il ciuccio quando è stanco e piange così verrà rimarcato che la che tetta deve essere data come nutrizione

Per ultimo il punto cardine del libro di Tracy Hogg.

Sistemate il bambino nella culla prima che si addormenti. Alcuni dopo un po’ di agitazione si tranquillizzano da soli, altri invece avranno bisogno di qualche aiutino in più, una canzoncina, qualche carezza o colpetto dolce dietro la schiena.

L’importante è smettere non appena si è calmato in modo che non associ questo gesto al momento della nanna. Se piange di nuovo, riprendetelo, ma quando si sarà tranquillizzato rimettetelo giù. E così via.

Concretamente gli state dicendo: “Va tutto bene io se hai bisogno sono qui” quindi niente pianti traumatici per il piccolo ma molta stanchezza per il genitore.

Vi preparo dicendovi che può darsi che dobbiate ripetere questa operazione un’infinità di volte ma nel giro di 3 giorni, sarete costanti, risolverete il problema. Se iniziate quando il bimbo è molto piccolo è più semplice perché dorme praticamente tutto il giorno quindi se iniziate il mattino ci sono molte probabilità che riusciate a dormire decentemente.

A me è capitato così, dopo una giornata infernale, dopo aver pensato di mollare un sacco di volte e aver resistito, mi sono guadagnata la prima di una lunga serie di notti serene senza zainetto. Ho diverse amiche che per diverse ragioni a loro tempo non hanno utilizzato questo metodo e si sono ritrovate con mille dolori perché devono tenere perennemente in braccio un bimbo ormai grande, quindi non rimandate più del necessario.

Aspettatevi qualche regressione, poiché le vecchie abitudini sono dure a morire, è necessario seguire il piano con costanza.

Inizialmente i genitori possono incappare in quella che viene definita “educazione involontaria”.

La chiave per modificare le conseguenze, quindi è fare qualcosa di diverso introducendo un nuovo comportamento in modo di consentire al vecchio di sparire lentamente.

Se il vostro piccolo ha meno di 3 mesi, di solito bastano 3 giorni o anche meno; ma se è più grande dovrete procedere un passo alla volta, quindi osservate e ideate una strategia, affrontate ogni complicazione lentamente e una alla volta. Ogni step dura circa tre giorni se sarete costanti.